valentina's profileIl mio angoletto...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    March 25

    Consigli cosmici...

    domani parto per parigi e verifico....

     

     
    March 16

    Perle di saggezza

    Una sola cosa mi meraviglia più della stupidità con la quale la maggior parte degli uomini vive la sua vita: l'intelligenza che c'è in questa stupidità. La monotonia delle vite comuni è apparentemente terribile. Sto pranzando in questo dozzinale ristorante e guardo, oltre il banco, la figura del cuoco e, vicino a me, il vecchio cameriere come, da trent’anni credo, serve in questa trattoria. Che vita è quella di questi uomini? Da quarant’anni quell’uomo passa quasi tutta la sua giornata in una cucina; gli sono consentite brevi pause; dorme poche ore; ogni tanto torna al suo paesino, dal quale rientra senza esitazione e senza dispiacere[…].

    E il vecchio cameriere che mi serve e ha appena posato davanti a me quello che dev’essere il milionesimo caffè dell’atto di posare un caffè sui tavoli? Conduce la stessa vita del cuoco, a soli quattro o cinque metri di distanza[…].

    Rivedo, con una meraviglia sgomenta, il panorama di queste vite e, nel provare spavento e pena e sdegno, mi accorgo che non provano spavento, né pena né sdegno proprio coloro che ne avrebbero tutto il diritto: coloro che vivono quella vita.  E’ questo l’errore centrale dell’immaginazione letteraria: essa suppone che gli altri sono noi e che devono sentire come noi. […].

    Il saggio è colui che riesce a rendere monotona l’esistenza, poiché allora ogni piccolo incidente possiede il privilegio di stupirlo. Il cacciatore di leoni non prova più l’avventura dopo il terzo leone. Il viaggiatore che ha percorso il globo, dopo cinquemila miglia non trova novità, trova soltanto cose nuove; un’altra volta la novità, la vecchiaia dell’eterno nuovo, ma il concetto astratto di novità è rimasto in mare con la seconda di esse. Un uomo, se possiede la vera sapienza, può godere l’intero spettacolo del mondo seduto su una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, soltanto con l’uso dei sensi e il fatto che l’anima non sappia essere triste.  Rendere monotona l’esistenza affinché essa non sia monotona. Rendere anodino il giorno per giorno affinché la più piccola cosa sia una distrazione. In mezzo al mio lavoro quotidiano, opaco, uguale e inutile, mi appaiono visioni di fuga, immagini sognate di isole lontane, feste in viali di parchi d’altri tempi, altri paesaggi, atri sentimenti, altri io. Ma riconosco, fra due scritture contabili, che se avessi tutto questo, niente di questo sarebbe mio.  In verità il signore Vasques è meglio dei Re di Sogno; in verità, meglio l’ufficio di Rua do Douradores dei grandi viali dei parchi impossibili. Tenendomi un signor Vasques, posso godere il sogno dei Re di Sogno; avendo l’ufficio di Rua do Douradores posso godere la visione interiore di paesaggi che non esistono. Ma se avessi i Re di Sogno cosa mi resterebbe da sognare? Se avessi i paesaggi impossibili, cosa mi resterebbe di impossibile?

    La monotonia, l’opaca somiglianza dei medesimi giorni, la mancanza di differenza tra ieri e oggi: che ciò mi rimanga sempre, con l’anima sveglia per divertirmi con la mosca che mi distrae e svolazza a caso davanti ai miei occhi; con la risata che si innalza volubile dalla strada, con il grande senso di liberazione dell’ora di chiusura dell’ufficio, col riposo infinito di un giorno festivo. Posso immaginare tutto perché non sono niente. Se fossi qualcosa non potrei immaginare. L’aiutante contabile può sognare di essere un imperatore romano; il Re d’Inghilterra non lo può fare perché il Re d’Inghilterra nei suoi sogni non può essere altro se non il re che già è. La sua realtà non gli permette di sentire.

    February 27

    Destinazione burkina faso

    ....ovvero come distruggere il proprio futuro lavorativo in poche e semplici mosse.

     

    1)      Dotarsi di una buona dose di megalomania e scrivere un post sul guru del destination management per il blog del master.

    2)      Definire E. come un tiranno nel suddetto post (poco importa se nell'accezione originaria del termine e quindi con una connotazione positiva).

    3)      Attirare, con questo articolo, l'attenzione del network manager del master che invia il post a E.

    4)      Intervistare alla Bit, sotto pressione del blog master, il manager in questione e non riuscire a chiarire perfettamente il proprio punto di vista dato che la sera prima si è dormito 4 ore scarse.. col risultato che E. capisce che gli si sta dando del dittatore.

     

    Et voilà, les jeux sont faits! Vi ritroverete a fare lo stage in burkina faso... altro che progetti di turismo responsabile, a zappare la terra vi ritroverete! :)

    February 08

    Un uomo, un perché

    ejarque
    Pubblico alcuni stralci di un articolo trovato sul mio idolo del momento, uno che dice esattamente ciò che pensa e se ne assume tutta la responsabilità, uno molto pragmatico che sa decisamente il fatto suo. Magari un giorno diventerò come lui... sperem...
     
    IL CATALANO ERRANTE (da Il Friuli)
    Da ragazzo prodigio del marketing turistico nella nativa Catalogna, al tempo delle olimpiadi di Barcellona, a esportatore di quel modello di rilancio nella rinnovata Torino, ripulita dal grigiore di una città post-industriale in decadenza. E oggi affermato guru internazionale chiamato a rivoluzionare il business turistico nostrano. Classe 1964, Josep Ejarque Bernet è il direttore in pectore della nuova agenzia creata dalla Regione per gestire da regista la promozione, la commercializzazione e l’accoglienza per il prodotto turistico unico che è il Friuli Venezia Giulia.
    Chi lo conosce ne apprezza la determinazione e la schiettezza, pregi per un timoniere d’impresa che diventano, però, limiti quando creano attriti con i ‘senatori’ di un tessuto pubblico e privato che non vuole rinunciare a poltrone, prebende o a fette di potere.
    Ma chi è Josep Ejarque Bernet? Non è certamente uno che le manda a dire. Gli amici e colleghi lo descrivono schietto e determinato, un grande professionista che si appassiona per le sfide più difficili, per le quali si impegna con il cuore.
    “Principio numero uno, onestà con se stessi, sempre - rivela, descrivendo il proprio carattere - secondo: dei codardi la storia non ha mai scritto”.
    Le vacanze di un guru del turismo sono all’insegna della curiosità. Ejarque ne fa di due tipi. Tanti week-end di carattere culturale alla scoperta delle città e, una volta all’anno, una vacanza lunga alla scoperta di un Paese senza farsi mancare, però, cinque giorni di completo relax.
    February 04

    La festa delle medie

    Weekend in Val di Non. Bilancio positivo, anche se è sempre più chiaro che se la Cuccarini è la più amata dagli italiani, io sono la più amata dai gay. Non è che abbia niente contro di loro, ho pure amici gay... però vorrei che mi amasse anche qualcuno che apprezza l'articolo, non so se mi spiego... Sorriso. Ero in Val di Non perché Papà era in settimana bianca con una scolaresca e così da Trento l'ho raggiunto (grazie alla mitica ferrovia Trento-Malé). Col treno arrivo a Mollaro (chi non conosce Mollaro...) e poi papà viene a recuperarmi e arriviamo fino al rifugio Sores in quel di Predaia. Il rifugio era carino, popolato di personaggi alquanto singolari... Weekend tranquillo dominato da un evento unico e imperdibile: un' autentica festa delle medie. Solo in versione nuovo millennio, 2008. Ecco se penso a me ai tempi delle medie, mi vedo coi fuseaux quelli con la staffa, con l'elastico sotto il piede... mi rendo conto che non sia una gran bella immagine... ecco alle medie non ero esattamente fashion (c'è da dire che la moda dell'epoca non era granché in generale...), invece le dodicenni di oggi sono tutte strafighe  (almeno quelle che ho visto io sabato): minigonne, stivali, trucco... ma ero particolarmente stordita io o sono un filino troppo zoccole (passatemi il termine) loro oggi??
    Io sono per la festa delle medie old school, quella coi giochi con le sedie che quando finisce la musica tutti si siedono e uno rimane senza sedia e viene eliminato, oppure con un timido gioco della bottiglia...
    Io sono legata alla festa delle medie tipo quella di Elio
     
     
    January 29

    So close, no matter how far

    Quando si dice il destino... mi accingo a scrivere questo post e cosa parte in sottofondo, in maniera del tutto casuale e assolutamente non preventivata dato che ho messo la riproduzione casuale (per l'appunto) su I-tunes??? Nothing else matters... eheheh... sarà un segno...  Quando ascolto questa canzone mi si apre il sorriso sulla faccia e non solo perché è una bellissima canzone in sé, ma perché mi ricorda un sacco di cose... mi ricorda la storia di una promessa mantenuta (anche se con un po' di ritardo) e anche una promessa ancora da mantenere (l'assaggerò mai sta benedetta Barozzi ????). Cosa c'entrano i Metallica col post? C'entrano perché mi ricordano un amico lontano e proprio dei miei amici lontani volevo parlare. Per qualche strano gioco del destino (diamo per assunto che il destino esista, altrimenti dovrei star qui a cercare di capire, e, come dice Miorandi, capire le cose nella loro interezza fa perdere loro la magia) molte delle persone speciali e davvero importanti nella mia vita non sono fisicamente vicine a me: Milano (e intendo Milano e non Cesano Boscone, anche se anche lì ci son persone speciali, ma in un'accezione un cinin diversa!Sorriso), Mestre,  Bologna (Parigi in questo momento), Monaco (potevo forse omettere??? a suo modo è speciale), Montebello (tecnicamente non è lontanissimo da Vicenza, ma se consideriamo Trento è abbastanza lontano; e cmq se consideriamo la pigrizia dei soggetti in questione anche la distanza Vicenza-Montebello è notevole).  Sono persone che hanno contribuito a rendermi la persona che sono oggi... nel bene e nel male (quindi potete tranquillamente prendervela con loroSorriso), persone che sono capitate nella mia vita nei momenti cruciali o difficili e che forse non sono conscie del ruolo che hanno avuto nella mia (de)formazione.. (qualcuno ne è invece assolutamente consapevole e se ne compiace!Sorriso).  A queste persone volevo dire: vi voglio bene e sono contenta che facciate parte della mia vita.

     

    N.B. : declino ogni responsabilità per questo post dannatamente emo. La colpa è tutta di Ivan Azarnoush (come diavolo si scrive????) che mentre io tentavo di convertirlo al culto del dio Boney M e lui cercava di convertire me ai FallOut Boy, m'ha ricordato che sono emotivamente un orso e faccio fatica ad esprimere i miei sentimenti alle persone.

    January 27

    Giornata della memoria

    "...E certo anche il Nonno Anshel stesso Momik lo vuol salvare, solo che ancora non sa precisamente come. Momik aveva provato diversi sistemi, ma per ora non gli era riuscito di far nulla. Dapprima quando era solo col Nonno e gli dava da mangiare la colazione, Momik batteva come per caso dei colpettini sulla tavola di faccia al Nonno, come facevano in carcere Rafael Blitz e Nachman Farkash quando progettavano di scappare. Momik stesso non sapeva se quei colpettini poi dicessero davvero qualcosa a qualcuno, ma aveva il presentimento, o meglio la speranza, che qualcuno che si trovava dentro il Nonno gli avrebbe risposto con altri colpetti. Ma non era successo nulla di nulla. Poi Momik aveva cercato di decifrare il codice segreto che il Nonno portava scritto sul braccio. Già ci aveva provato una volta coi codici del babbo e di Bella e di Zia Itka e anche allora non c'era riuscito. Quei numeri l'avevano proprio fatto impazzire, perché non li avevano scritti a penna e non si cancellavano con lo sputo. Momik aveva provato di tutto mentre lavava le mani al Nonno, ma il numero era restato lì, e per via di questo Momik aveva cominciato a pensare che quello era forse un numero che l'avevano scritto non dal di fuori ma dal di dentro, e per questo era diventato ancora più sicuro che ci fosse qualcuno dentro il Nonno, e forse anche dentro gli altri, e questo era il loro modo di chiedere aiuto, e Momik si rovistava il cervello per capire cosa mai potesse essere, e si era annotato sul quaderno il numero del Nonno accanto ai numeri del Babbo e di Bella e di Itka, e aveva fatto con quella cifre tutta una serie di esperimenti aritmetici e poi- ma guarda un po' che fortuna-  proprio in quei giorni aveva imparato a scuola il valore numerico delle lettere e Momik naturalmente era stato il primo che in classe aveva capito tutto l'affare e appena tornato a casa aveva provato a tradurre quelle cifre in lettere in tanti modi, ma anche questo senza arrivare a nulla, ma solo a un mucchio di parole strambe che lui non ci capiva nulla, ma Momik non s'era perso d'animo, vi pare?; e una volta, e era già notte fonda, aveva avuto un'idea degna di Einstein nientepopodimeno, o quasi, perché s'era ricordato che ci sono delle cose che le chiamano casseforti, e nelle casseforti i ricchi ci nascondono  i soldi e i brillanti che c'hanno, e una cassaforte così si apre solo se si azionano sette lucchetti in un certo ordine preciso e segreto, e potete star sicrui che Momik passò metà della notte a far calcoli e prove, e all'indomani, appena tornato da scuola e dopo aver preso il nonno dalla panchina e dopo avergli dato la colazione, gli s'era messo di fronte, e con una voce seria e importante aveva cominciato a dirgli un mucchio di combinazioni delle cifre che c'erano scritte sul braccio del Nonno. Le diceva in una maniera che pareva un po' come quella degli speaker che dicevano alla radio qual era il numero che aveva vinto al lotto trentamila lire, e aveva un presentimento forte forte per davvero che tra un momento il Nonno si sarebbe aperto del tutto, si sarebbe aperto in mezzo e per il lungo come un baccello, e si sarebbe spaccato così in due, e un Nonno Pollicino, un nonno piccino piccino e ridanciano e bonario e pieno d'amore per i bambini ne sarebbe saltato fuori, ma non era successo così, e Momik  aveva sentito tutt'a un tratto dentro di sé un dolore e una strana tristezza, e s'era alzato ed era andato vicino a quel suo Nonno lì, e l'aveva abbracciato forte forte e aveva sentito quan'era caldo, come un forno ma davvero, e il Nonno aveva smesso di parlare da solo, e per un mezzo minuto o giù di lì era stato zitto, e la faccia e le mani stavano ferme, e era come se stesse in ascolto di un mucchio di cose che c'aveva dentro, ma come ben si sa al Nonno è proibito star senza quel suo chiacchierio per troppo tempo tutt'insieme..."
    January 22

    Variabilità

    Sarà che la verifica di statistica incombe, ma mi son ritrovata a riflettere sulla variabilità della popolazione... umana! Le persone sono veramente diverse tra loro... (lo so, ho scoperto l'acqua calda...) la dispersione è veramente gigantesca. Il punto è decidere se questo sia un bene o un male. Ci sono giorni in cui concetti come “valore della diversità” e “tolleranza” mi sembrano delle emerite, colossali fregnacce, delle cazzate di proporzioni cosmiche e vorrei che la gente la pensasse come me o che quanto meno avesse la mia stessa forma mentis, che seguissero la mia logica nell'agire(sorvoliamo sulle eventuali obiezioni di qualcuno sul fatto che le mie azioni seguano un qualunque tipo di logica!).  Con questo non voglio dire che il mondo dovrebbe essere popolato da  esseri in tutto e per tutto uguali alla sottoscritta... posso anche essere a favore della diversità culturale (purché questa contempli standard minimi di igiene personaleSorriso), vorrei solo che ci fosse un po' più di selezione, che la quantità di persone stupide nel mondo non fosse esponenziale. E quando parlo di stupidità non mi riferisco ad assenza di nozionismo (insomma per me non rientra nella categoria 'stupidi' chi non conosce i principi della termodinamica), direi che la stupidità per me è una condizione mentale, una pigrizia intellettuale.

    Ci sono altri giorni in cui invece la diversità mi sembra manna dal cielo, un autentico dono divino, ma non per i soliti motivi molto politically correct tipo che la diversità arricchisce o cose simili... no! Ci sono giorni in cui apprezzo la variabilità umana perché mi permette di farmi delle grasse risate. Ci sono giorni in cui ringrazio che esistano certe persone stupide perché vedo che potrei essere messa peggio di come sto (ariddaje col politically scorrect, triste e meschino, ma la realtà è anche questa). Ci sono giorni in cui riesco a vedere il lato buffo e/o grottesco di cose che altri giorni invece mi danno terribilmente sui nervi. Purtroppo ultimamente di queste giornate me ne sono capitate poche, negli ultimi tempi anche il mio umore è stato piuttosto variabile... Speriamo tornino presto i giorni in cui mi svegliavo contenta la mattina e mi facevo grasse risate.

    January 15

    Un impegno concreto

    Ricalco la Sua (si scrive maiuscolo perché lui è Dio, ovvio) campagna elettorale di un po' di tempo fa... anch'io mi propongo di portare a termine un impegno concreto: NO EMO!!!!!!!!!!! L'impegno sarà doppio: perché oltre a combatterli con ogni mezzo come faccio ormai da un po', mi batterò fino alle stremo delle forze perché non abbiano la meglio su di me. Già perché questi infidi ultimamente stanno corrompendo persino la mia persona... (i frequentatori di lungo corso del mio blog si saranno accorti che ultimamente sto spazio si sta riempiendo di post terribilmente emo, deprimenti e seri)... fortuna che ho preso coscienza della situazione prima che fosse troppo tardi e che fossi irreversibilmente corrotta dal mondo emo!!!! Ora sono di nuovo in carreggiata e pronta alla lotta per riportare il maggior numero di pecorelle all'ovile. Nel caso in cui dovessi anche solo indietreggiare, vi prego: salvatemi! Datemi delle sonore sberle sul coppino o qualunque altro metodo efficace per non farmi ricadere nel baratro! Voglio tornare ad essere la demente che sono abitualmente (ormai sono nel trip della rima, anche se questa non compete con “è grasso, lontano e le stringe la mano”)!!!!! Quindi ringrazio fin d'ora i sostenitori della causa e spero che si moltiplichino (salvare il mondo civilizzato dall'avanzata emo è cosa fondamentale per la sopravvivenza dell'umanità). Una menzione speciale va a Fabio e al suo cd portatore sano di buonumore che so che mi salverà nei momenti bui. Spero che questo post sia sufficientemente insulso e che la mia fidata compagna di lotta apprezzi!!!    

    January 13

    A parole (non) mie

    Ritorna l'appuntamento con gli stralci di libri, di poesia ecc. che mi colpiscono in maniera particolare o nei quali mi rispecchio, che spiegano un po' come sono io. Perciò ora beccatevi Milan Kundera che racconta perché mi faccio delle gran paranoie... Sorriso
     

    "Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita. "

    January 09

    ARGH!!!!

    Son 3 notti che dormo poco. Mi rendo conto che in sé e per sé non sia una notizia particolarmente interessante, ma chi mi conosce almeno un po', sa invece che la cosa è drammatica, direi che rasenta quasi il cataclisma. Ovvio che questo disastro riguarda solo le persone che mi incontrano. Qual è il problema? quando dormo poco (e per me dormire circa 6 ore per notte è poco, visto che sono praticamente narcolettica!) sono più nervosa e fiaccamaroni del solito (e già normalmente spacco ampiamente i maroni...).

    E poi nelle ore di insonnia che faccio??? Penso… la cosa più sbagliata del mondo… anche perché alle 2 di notte chiaramente non mi vengono mica pensieri sensati e mi parte la fase emo con relativa para assurda. Quindi in queste notti quale idea bislacchissima m’è venuta??? che mi piacerebbe essere invisibile per sapere cosa pensano realmente le persone di me.  Il che denota una volta di più il mio egocentrismo (quale insulsa convinzione mi spinge a pensare che le persone trascorrano il loro tempo parlando di me???), nonché la mia inestirpabile insicurezza (perché dovrebbe interessarmi cosa pensano gli altri di me???) e questa ultima considerazione porta all’ultimo punto: il mio essere maledettamente ficcanaso.

    Al di là dell’impossibilità di realizzare la cosa, in fin dei conti non sono nemmeno sicura che vorrei saperlo perché credo di avere già la risposta.  Ho l’impressione che la maggior parte delle persone mi consideri una bambolina, un peluche, un esserino che fa tenerezza, da coccolare e basta. Non è che la cosa mi infastidisca in senso lato, cioè in me il lato coccoloso è anche piuttosto sviluppato, però non sono solo questo… sono obiettivamente un po’ stufa di essere la sorellina minore di tutti… ARGH!!!!! Spero di dormire stanotte, così magari riesco a recuperare un barlume di lucidità… che sarebbe cosa buona per tutti!   

     
    December 31

    I tempi cambiano

    Eh sì... i tempi cambiano... ormai siamo quasi nel 2008.. a proposito AUGURONI A TUTTI!!!  cmq, dicevo che i tempi cambiano e ormai c'è un nuovo modo di far le pulizie... con dispiacere mi tocca mandare in pensione la mitica Mary Poppins... tra l'altro io ho provato miliardi di volte a schioccare le dita, ma la stanza non s'è mai pulita come per incanto... ecco magari questo nuovo metodo funziona di più! Appena torno a Trento provo, tanto i piccioni so già dove trovarli!!!  Gustatevi il video (stavolta sono riuscita a postare il video..Yuppi!!!)
     
     
    December 27

    Donne fiore o donne verdura?

    Per la serie "la volpe e l'uva"...
    Dopo aver tentato di fare la stragnocca alla cena di natale dell'mtm5 e aver quindi messo la gonna nonostante il freddo porco col risultato che mi sono presa una botta di raffreddore che metà bastava, ed è una settimana che giro attaccata al pacchetto di fazzoletti (tipo Linus con la coperta) e ho la voce di un trans, mi consolo così:
     
    "Facciamocene una ragione. Gli uomini sono più fortunati. Possono tenersi i peli, farsi crescere i baffi, stare spettinati come Yeti, guardarsi in faccia e parlare mentre fanno pipì negli orinatoi delle stazioni e persino trasudare come provole stagionate di Battipaglia perché tanto l'omo ha da puzzare. E  non di bergamotto.
    Per noi è il contrario. A noi tocca essere fighe sempre. Caschi il mondo. Ma per essere tali bisogna possedere una dote essenziale: non patire il freddo. Io personalmente non ce la faccio. Tengo il piumone nel letto fino a Ferragosto, pensa se riesco a resistere vestita come una rollata di vitello solo di bretelline. Mi faccio addirittura crescere i capelli perché patisco il freddo alle orecchie... Eppure ci sono donne che viaggiano con minigonne alte come cerotti e salvabuchi copricapezzolo anche nei giorni della merla. O hanno il sangue freddo come i pitoni reticolati o una copertura antibiotica perenne. E agli uomini piacciono da matti. Vanno pazzi per quelle vestite solo di rossetto che agli incroci fanno fermare le macchine perché le scambiano per semafori. Quelle sono le tipiche donne fiore.
    sì. Perché esistono due tipi di donne. Le donne fiore e le donne verdura. Le donne fiore sono belle. Straordinariamente belle. Eleganti e piene di stile da far schifo. Vanno guardate e ammirate. Toccate poco, sennò si guastano. Se gli sciogli un'aspirina nell'acqua durano di più. Da lontano sembrano profumatissime, ma se le annusi spesso non sanno di niente. Però, qualunque sia l'occasione fanno sempre una gran bella figura.
    E poi ci sono le donne verdura. Che non sono tanto belle, ma danno sapore. Ci sono le donne sedano, pallide e allampanate, quelle finocchio, basse e tonde, le donne patata americana che puoi tenere per anni in cucina e piantarci addosso anche gli stuzzicadenti e loro germogliano lo stesso. Le donne verdura sanno di qualcosa. Sempre. Alcune sono addirittura afrodisiache. Se poi le metti nel barattolo, conservano il loro gusto e durano per anni. Quelle fiore, quando appassiscono, fanno solo tristezza."
     
    December 22

    AUGURI!!!!!

    FORSE NON PUO' COMPETERE COI FOLLETTI DANZANTI DELLA PREMIATA DITTA PENNONE... MA SO CHE I MASTERIZZANDI PIU' "MATURI" APPREZZERANNO DI SICURO...

    BUON NATALE E BUONE FESTE A TUTTI!!!!!

    purtroppo non sono riuscita ad incollare il video, siate buoni e fate la fatica di cliccare sul link...

    Auguri coca cola


    December 20

    Un mio pensiero per voi

    Un mio pensierino per i miei compagni di mtm 5... fare un regalo a tutti e 29 era abbastanza improponibile e non solo finanziariamente. Così ho pensato che il mio regalo potesse essere un consiglio: invece di passare le vacanze a rincitrullirvi con statistica e tabelle pivot, leggete qualcosa di Milan Kundera!!!!! A quelle/i  che hanno apprezzato la giornata con Varchetta sono sicura che piacerà. Tanto per darvi un'idea dell'autore, vi lascio un link:
    http://it.wikiquote.org/wiki/Milan_Kundera

    ...altro che le perle del filosofo Mastellaro da Brusegana.... Sorriso
    December 15

    A bocce ferme

    Wow... Ieri giornata piena di stimoli e spunti di riflessione... Al master c'hanno proposto (o propinato) un seminario... non saprei ben dire su cosa... e questo non perché mi sia fatta dei gran viaggi e non abbia seguito. Il prof è uno psicologo, esperto di risorse umane, che fisicamente mi ricordava tanto Trapattoni... praticamente poteva essere mio nonno. In teoria il seminario doveva essere sull'organizzazione contemporanea... di cosa non ho ben capito... forse della società.. secondo me era più una sorta di momento di riflessione su noi stessi, su come ci rapportiamo noi col mondo. E' divertente vedere che seppure io abbia deciso di dormirci sopra, di parlarne a bocce ferme per l'appunto e di far "decantare" tutti gli input, ancora non abbia un'idea chiara su cosa sia stata la giornata di ieri... Ero rapita da quello che diceva il Trap (sarà stata la mia gerontofilia che riaffiora??? Sorriso), mi ha fatto capire che non sono io che sono emo (meno male, non avrei sopportato una cosa simile!!!), che l'interrogarsi sul mondo circostante, sul mio modo di rapportarmi con gli altri, di recepire gli stimoli è normale visto il mondo pieno di incertezze in cui viviamo... insomma che la dimensione introspettiva e autoriflessiva s'è espansa nella società contemporanea. Che possiamo essere tutto ciò che vogliamo (you can be anything you want to be, e questo lo dicevano pure i Queen), che non c'è nulla di già scritto, che ogni persona nuova, grazie agli stimoli che ci dà, ci permette di essere sempre qualcosa di nuovo.  Ma la cosa che più m'è piaciuta è stato lo sprono a continuare a stupirci, a meravigliarci di ciò che ci sta intorno... ci siamo chiesti se vale ancora la pena di inseguire i propri sogni, la risposta è stata: assolutamente sì perché, per dirla con Marzullo, i sogni aiutano a vivere meglio. Concludo con la citazione di due canzoni che mi sembrano particolarmente appropriate:
     
    "Ho imparato a sognare,
    quando inizi a scoprire
    che ogni sogno
    ti porta più in là
    cavalcando aquiloni,
    oltre muri e confini
    ho imparato a sognare da là"
     
     
    "E ti prendono in giro
    se continui a cercarla
    ma non darti per vinto perché
    chi ci ha già rinunciato
    e ti ride alle spalle
    forse è ancora più pazzo di te"
     
     
     
    p.s.: Niccolò, vediamo se indovini che canzoni sono???? Sorriso
    December 06

    Then comes the sun

    E alla fine ritorna il sereno. Così dopo una settimana di scombussolamenti vari, pare essere ritornata la calma nella mio piccolo mondo. Come sempre faccio e disfo le mie pare tutto da sola. In questo senso si può dire che sono una persona molto problematica, nel senso che mi faccio un sacco di problemi... qualcuno potrebbe obiettare che questo non significa essere problematici ma complessati e che questo non sia un pregio (come invece mi piace pensare). Aldilà del fatto che non è una cosa che faccio volontariamente ma è un meccanismo automatico, credo (o quanto meno spero) che questo mi permetta di andare più in profondità delle cose, di cogliere i particolari delle situazioni e delle dinamiche interpersonali. Ed è per questo che nonostante spesso non riesca a riconoscermi in un gruppo, non posso fare a meno degli altri perché sono sempre fonte di stimoli (in positivo o negativo, ma cmq stimoli) e mi piace "usare" gli altri come coltelli per sviscerare me stessa (per dirla con il caro Grossman). Certo alcuni talvolta sono solo taglietti superficiali, più fastidiosi che altro... ma sono cmq stimoli. Però credo di aver individuato tra i miei compagni qualche coltello ben affilato, magari addirittura qualche katana (si scrive così??? in ogni caso intendevo la spada giapponese, tipo quella di Kill Bill). Vedremo... intanto è ritornato il sereno... fino alla prossima tempesta...   
    December 01

    Il pensiero debole

    Negli ultimi giorni ho fatto un sacco di interventi su questo blog... interventi molto diversi tra loro, alcuni più sensati di altri... è che in questi giorni ho ricevuto un sacco di stimoli... insomma il mio blog ultimamente stava diventando fin troppo serio perciò ho pensato di ristabilire l'ordine delle cose e fare (a dir la verità copiare e incollare) un post divertente.

    LUCIANA LITTIZZETTO.

    C’è una novità che riguarda Paris Hilton. Nel caso ne sentissimo tanto il bisogno. La rampolla megamiliardaria ci ha fatto sapere che ha iniziato una personale dieta a base solo di pollo e di tacchino. Meno male che non mangia le oche se no sarebbe cannibale. Tra l'altro i pennuti non se li procura in loco dal macellaio delle dive che son sicura a Beverly Hills ci sarà. No, li fa arrivare direttamente dall'Italia. Made in Cesena. Li importa e poi li fa nutrire da dei poveri disperati assunti apposta che li gonfiano di cous cous algerino e caviale perché così la carne vien su più dolce. ’Ste pollastre saran furibonde. Il caviale a lungo andare nausea. Il cous cous parlumne nen. Lo dico da gallina. E non vien tanto difficile. Non so voi ma io quando sento ’ste robe penso sempre: ma uno come il signor Hilton, che ha messo su una catena di megapalazzi e di hotel meravigliosi, uno sforzo in più per non generare una figlia che è un bungalow di cazzate, non lo poteva fare? No, perché tutto si può dire ma non che munsù Hilton sia un cretino. Gli stupidi non diventano miliardari.
    E allora com’è che ha tirato su una figlia che è una papera geneticamente modificata? Ma possibile che nella vita della dolce Paris non ci sia qualcuno che quando spara una di queste minchiate le rifila un paio di paterle come dio comanda? Una nonna, una zia, una badante americana, quelle coi pantaloni aderenti e il culone gigante che le tira dei bei cartoni forti sul muso? Certo avrebbero dovuto cominciare la terapia quand'era piccola. Appena la Parisina chiedeva la Barbie d'oro con gli occhi di diamante, giù un bel paltò di papagne: vedi che da storta un po' la drizzavi. Vedrai che adesso importerà anche da Londra il nuovo profumo per cani. Sì, perché l'altra novità è la seguente. Hanno lanciato sul mercato inglese il primo profumo per cani. Lo indossa Shirley, una basset hound di tre anni ribattezzata «la Kate Moss della moda canina». Non vi viene su dal cuore un vaffanculo che ricorda il «vincerò» della Turandot? Cosa farà, Shirley? Ne metterà due gocce dietro alle orecchione prima di andare a posare due stronzetti in giardino? Ma cosa c'hanno nella testa gli umani? Tufo? La mimosa e la violetta piacciono a noi che siamo umani, ma i cani di solito amano l'odore della sarda andata a male, della carne spusulenta, dell'urina degli altri cani, adorano annusare il didietro del cane davanti e soprattutto sono felici, enjoy, in inglese, di rotolarsi nella cacca degli altri animali siano essi cani, vacche, maiali, lama, gnu e qualsiasi altra bestia che deponga in modo consistente. Non vi è mai capitato di veder tornare il vostro cane smaltato di escrementi dalla testa alla coda? Puzzolente come una parure di gamberi lasciati due mesi sotto il sole, ma con un sorriso alla Julio Iglesias? Che ti guarda con gli occhi liquidi e felici e sembra che dica: «Bau. Non mi ringraziare se ti ho portato a casa qualcosa di buono, finalmente, bau». Perché per il cane l'odore della cacca è Chanel e a te arriva alle narici come una fucilata. Gli mettiamo su il profumo così sa poi di cacca e vaniglia? Così siam contenti tutti e due?







    November 30

    My way

    Oggi parto dalla famosissima canzone del buon Frank Sinatra… I did it my way… perché la para del giorno parte da questo, dalla mia ostinazione a fare le cose a modo mio… solo che it’s my way, my way not the high way (citazione dei Limp Bizkit n.d.r.), il che rende la cosa un filino più complicata, nel senso che conformarsi al gruppo indubbiamente aiuta. Tutta la riflessione degli ultimi 2 giorni è partita dalla constatazione che, ancora una volta, mi trovo ad essere “un cane sciolto”, nel senso che ho realizzato che non ho un gruppo di appartenenza all’interno del nuovo grande gruppo che è la popolazione del master, un po’ per scelta e un po’ perché m’è capitato. Ma dopo lunghe riflessioni sono giunta alla conclusione che va bene così, e non lo dico per tentare di far di necessità virtù o perché sono come la volpe della favola di Esopo (era lui?), ma perché ci credo davvero. Il fatto di non appartenere ad un gruppo mi permette di non farmi imbrigliare in meccanismi che non mi piacciono e in logiche che non condivido. Mi piace pensare (magari è solo illusione) che mi permetta di mantenere una mia indipendenza ideologica e che mi stimoli ad usare la mia di testa, nonché mi dia modo di allargare le conoscenze perché non sono sempre a contatto con le stesse persone. Il problema è che non è sempre facile mantenere una coerenza con se stessi e portare avanti le proprie convinzioni. Con questo non voglio denigrare i gruppi in quanto tali, ma quelli troppo chiusi che tentano di bastare a se stessi senza confrontarsi con gli altri. Non pretendo di conoscere LA verità, o che la mia sia LA via giusta, la cosa giusta in senso assoluto ma è quella che è più giusta per me, la curva con un r2 più alto e che quindi si avvicina di più ai miei punti (ogni tanto qualcosa di statistica la seguo!!!). E poi mi piace credere a quello che m’ha detto una volta la Towel ovvero che “il concedersi di seguire strade che appaiono poco invitanti alla moltitudine è indice di una mente fantasiosa e vivace che non permette ad alcunché di ostacolare le proprie inclinazioni”. Temo sia diventato un post un po’ auto celebrativo… vabbeh.. è il mio angoletto, potrò dire quello che mi pare, o no?    Sorriso

     

    November 29

    Proverbio del giorno

    La perla del giorno, gentilmente offerta dalla ditta Mastellaro di Brusegana (PD) è:
     
    "A lavar la testa dell'asino si spreca l'acqua e anche il sapone"....
     
    (e io aggiungerei, a buon intenditor poche parole)