valentina's profileIl mio angoletto...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
July 13 ...."E ho guardato dentro una bugia
e ho capito che è una malattia
dalla quale non si può guarire... mai!
E ho cercato di convincermi che tu non ce l'hai..." June 23 Una dedica per me" ...Un giorno, nel corridoio della redazione, incontrai la mia capo redattrice che mi chiese che progetti avessi. " Un giorno mi piacerebbe andare all'estero, pensavo alla Cecoslovacchia, ma quello che volevo era semplicemente varcare la frontiera, quale che fosse: non mi premevano lo scopo, il traguardo, la meta, ma il mistico e trascendentale atto in sé di varcare la frontiera"
Rizsard Kapuscinski - In Viaggio con Erodoto
May 25 Settimana intensaSono da poco tornata dalla settimana in liguria, in quel di lavagna per la precisione, per la cosiddetta "operazione blackboard"... che non è stata una settimana di bagni al mare, come ha insinuato qualcuno! :)
E' decisamente stata una settimana intensa, non solo dal punto di vista "lavorativo", ma anche dal punto di vista emozionale... e non perché abbia rimorchiato la guardia forestale del parco dell'Aveto o un attempato surfista come mi aveva suggerito di fare qualcuno! E' stata intensa perché ho un po' perso i miei punti di riferimento.. per alcuni giorni mi è sembrato di non avere capito nulla, di aver completamente cannato la previsione, insomma sembrava che tutto il mio bel castello fosse miseramente crollato...
Non so dire se la mia paranoia avesse un qualche fondamento di verità o fosse solo un assurdo volo pindarico dettato dal mio smisurato egocentrismo e dalla mia ineludibile insicurezza... ma del resto chi può dire cosa è giusto e cosa è sbagliato? il fatto che per gli altri il problema non sussista non rende per me il problema meno reale. Una cosa è certa: starmi vicino non è facile, sono fondamentalmente una gran scassamaroni, un'insicura cronica che si aspetta molto dalle persone che le sono vicino, forse perché ha la presunzione ( non spetta a me dirlo,magari è del tutto infondata ) di dare molto alle persone a cui tiene...
Per la cronaca la crisi è sostanzialmente passata, diciamo che voglio credere alla buona fede, che non posso pensare di aver preso un simile abbaglio... del resto, come dicono i Negrita:
"tra una botta che prendo
e una botta che do,
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
[...] c'è che ormai che
ho imparato a sognare
non smetterò" May 01 DIFFONDO IL VERBO!!Ormai lo so da un pezzo, nella mia vita ho una missione: Diffondere il verbo e riportare le pecorelle all'ovile! Profeta insieme alla Towel della Setta dell'Insulsaggine, cerco di riportare gli altri sulla retta via (che è indiscutibilmente la nostra, ça va sans dire.. si sa che concetti come tolleranza o valore della diversità son tutte fregnacce!
Purtroppo non è sempre facile riuscire a convertire le persone al culto della Dea Demenza... Quella che mi si presentava quest'anno sembrava veramente una "mission impossible": al master sembravano tutte persone davvero serie e irreprensibili, totalmente avverse (o ignare) al favoloso e spassoso mondo dell'insulsaggine.
Sono stati mesi di duro lavoro: oltre allo studio per il master, ho dovuto mettere in pratica tutto il mio repertorio di subdole tecniche per tirare fuori il recondito lato demente dei partecipanti all'mtm5. Ho persino messo a repentaglio la mia carriera lavorativa affinché si potesse fantasticare e iniziare a sparare delle colossali minchiate! Ma ora sono soddisfatta perché inizio a vedere i risultati! Intanto si prepara il piano d'azione per la conquista della Gnagna (in Burkina Faso) con un esercito di asini (altro che gli elefanti di Annibale!!!); poi si inizia ad assistere a scene di un buon livello di stupidità: tipo gioca joué collettivi in aula pc, nonché una creazione di una personalissima versione della hit di Claudio Cecchetto.
Poi si diffondono video di vecchi sketch di mai dire gol e si inizia a sentir canticchiare "il vitello dai piedi di balsa" e non ad opera mia...
E poi c'è l'Evento, (con la E maiuscola, ci tengo a sottolinearlo), l'esame che mi ha permesso di capire che i miei sforzi non erano stati vani: una sera siamo in giro in macchina e cerchiamo parcheggio... ce n'è solo uno ed è parzialmente occupato da un cassonetto e allora io, subdolamente, dico: "Beh, ha le ruote, lo spostiamo!!" e le mie fide discepole, invece di darmi della pazza, come avrebbero fatto fino a poco tempo fa, mi danno ragione e insieme alla sottoscritta scendono dalla macchina e spostano il cassonetto!!!!! BRAVE ragazze, sono orgogliosa di voi!!! queste sì che son soddisfazioni....
April 13 Frankly, my dear, I don't give a damn"Francamente, mia cara, me ne infischio" disse Rhett Butler a Rossella O'Hara... Ecco ultimamente è diventato un po' il mio motto, anche se nella versione più soft di "io mi dissocio", insomma faccio un po' il Ponzio Pilato della situazione. Detta così la cosa non è che mi faccia tanto onore... lo so...
Però non è che me ne infischio di cose serie, io mi dissocio dalle beghe tra donne che nascono da quel meccanismo perverso che è il pettegolezzo e che trasforma notizie, magari anche vere, in realtà del tutto distorte. Effetto tipo quando da piccoli si giocava a "telefono senza fili"!!!!
Non è che io lo faccia perché sono proprio del tutto ingenua e mi convinco che ste cose non succedono, tantomeno perché sono una persona saggia e matura e quindi non spettegolo sugli altri... il motivo è un altro... moooolto più prosaico: ovvero la mia proverbiale, leggendaria pigrizia.
Cosa c'entra la pigrizia? Ve lo dico subito: tenersi aggiornati coi pettegolezzi, crearne di nuovi o ricercare dietrologie astruse dietro i comportamenti altrui richiede un cospicuo dispendio di energie... e voi sapete già cosa penso a riguardo (Ghensi hai colto la citazione????)
Senza contare poi litigare, discutere, chiarire con le persone interessate... altra enorme fatica... energie sprecate... per poi far finire il tutto a tarallucci e vino perché in fin dei conti mica si discuteva della soluzione del conflitto medio-orientale... Ecco perché io MI DISSOCIO e frequento corridoi paralleli e insonorizzati e "litigo" solo con le persone a cui tengo davvero e per motivi sufficientemente validi, per tutti gli altri vale quello che dice il mitico Fontecedro: "fa' quel che vuoi, basta che mi lasci in pace!" March 31 La pacchia è finita...Purtroppo sì: la pacchia è finita, son finite le vacanze... adieu Paris, si ritorna a Trento... che per carità è carina ma Parigi è un'altra cosa... L'ultimo periodo è stato ricco di viaggi: Milano, Berlino e infine Parigi, la ville Lumière!
Se a Berlino mi piacerebbe tornarci per "capire" la città, a Parigi tornerei subito perché è proprio bella, anche se c'ero già stata e stavolta ho trovato un tempo del kaiser, la capitale francese ha sempre su di me un fascino irresistibile. E poi stavolta sono riuscita a fare una visita abbastanza culturale e vedere finalmente qualche museo (Louvre e d'Orsay... mica pizza e fichi), cosa che le altre due volte, con papà, non ero riuscita a fare.
Con il mio piano di battaglia, ovvero il Louvre ridotto a 20 opere imprescindibili, siamo riusciti a cavarcela in circa 3 ore, nonostante la calca dell'apertura serale e gratuita... Colta dalla sindrome di Stendhal davanti ad "Amore e Psiche" di Canova... di una bellezza indescrivibile!!! altro che Gioconda!!! (che secondo me,lo so rischierò il linciaggio per qs affermazione, non è poi tutto sto granché, o meglio ci sono cose mooooolto più belle al Louvre). Peccato per il codice di Hammurabi che ho cercato in lungo e in largo per il Louvre (grazie Andrea per non avermi palesemente maledetto
E poi il d'Orsay con la "Colazione sull'erba" di Manet, le Ninfee e la serie sulla Cattedrale di Rouen di Monet, Gauguin e la "Camera da letto" e "la chiesa di Auvers" del caro Vincent, e il ritorno serale lungo la Senna con la città illuminata. Per poi tornare a casa e farsi la tisana e vedere Andrea che tenta disperatamente di arrotolare la bustina triangolare (il packaging è tutto) del thé sul cucchiaino.
Ecco questo è stato sicuramente uno dei momenti notevoli della mia visita parigina insieme alla tappa alla pasticceria Paul a bere thé e mangiare torta al cioccolato (il nome preciso non me lo ricordo) e tartellette aux citron guardando mangiare il tardone del tavolo vicino.
Poi come non citare la serata al Paris Paris con Andrea, Anais, Hanno e Timo... compagnia formata da 2 italiani, una messicana e due crucchi, di cui uno particolarmente lanciato... Un locale assurdo (ma per questo figo) che pullulava di personaggi quantomai singolari..
Infine, sempre perché la mia vita procede a propulsione d'improbabilità, come non citare l'incontro del tutto casuale e fortuito con 5 vicentine che conosco, al Centro Pompidou. Incontro casuale che si è ripetuto per ben 3 (e dico 3) volte al Louvre (che non è propriamente un buco...).
Per le foto dovrete pazientare un pochino, ma intanto vi regalo una chicca parigina, sperando che arrivi e spopoli pure qui...
Beccatevi la tecktonik March 28 informazione di serviziogiusto per sapere: è arrivata anche agli altri mtm5 la mail della segreteria di Turismo FVG per comunicare data e programma del Summit delle Regioni????? altrimenti mi sa che mi devo preoccupare davvero.... March 16 Perle di saggezzaUna sola cosa mi meraviglia più della stupidità con la quale la maggior parte degli uomini vive la sua vita: l'intelligenza che c'è in questa stupidità. La monotonia delle vite comuni è apparentemente terribile. Sto pranzando in questo dozzinale ristorante e guardo, oltre il banco, la figura del cuoco e, vicino a me, il vecchio cameriere come, da trent’anni credo, serve in questa trattoria. Che vita è quella di questi uomini? Da quarant’anni quell’uomo passa quasi tutta la sua giornata in una cucina; gli sono consentite brevi pause; dorme poche ore; ogni tanto torna al suo paesino, dal quale rientra senza esitazione e senza dispiacere[…]. E il vecchio cameriere che mi serve e ha appena posato davanti a me quello che dev’essere il milionesimo caffè dell’atto di posare un caffè sui tavoli? Conduce la stessa vita del cuoco, a soli quattro o cinque metri di distanza[…]. Rivedo, con una meraviglia sgomenta, il panorama di queste vite e, nel provare spavento e pena e sdegno, mi accorgo che non provano spavento, né pena né sdegno proprio coloro che ne avrebbero tutto il diritto: coloro che vivono quella vita. E’ questo l’errore centrale dell’immaginazione letteraria: essa suppone che gli altri sono noi e che devono sentire come noi. […]. Il saggio è colui che riesce a rendere monotona l’esistenza, poiché allora ogni piccolo incidente possiede il privilegio di stupirlo. Il cacciatore di leoni non prova più l’avventura dopo il terzo leone. Il viaggiatore che ha percorso il globo, dopo cinquemila miglia non trova novità, trova soltanto cose nuove; un’altra volta la novità, la vecchiaia dell’eterno nuovo, ma il concetto astratto di novità è rimasto in mare con la seconda di esse. Un uomo, se possiede la vera sapienza, può godere l’intero spettacolo del mondo seduto su una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, soltanto con l’uso dei sensi e il fatto che l’anima non sappia essere triste. Rendere monotona l’esistenza affinché essa non sia monotona. Rendere anodino il giorno per giorno affinché la più piccola cosa sia una distrazione. In mezzo al mio lavoro quotidiano, opaco, uguale e inutile, mi appaiono visioni di fuga, immagini sognate di isole lontane, feste in viali di parchi d’altri tempi, altri paesaggi, atri sentimenti, altri io. Ma riconosco, fra due scritture contabili, che se avessi tutto questo, niente di questo sarebbe mio. In verità il signore Vasques è meglio dei Re di Sogno; in verità, meglio l’ufficio di Rua do Douradores dei grandi viali dei parchi impossibili. Tenendomi un signor Vasques, posso godere il sogno dei Re di Sogno; avendo l’ufficio di Rua do Douradores posso godere la visione interiore di paesaggi che non esistono. Ma se avessi i Re di Sogno cosa mi resterebbe da sognare? Se avessi i paesaggi impossibili, cosa mi resterebbe di impossibile? La monotonia, l’opaca somiglianza dei medesimi giorni, la mancanza di differenza tra ieri e oggi: che ciò mi rimanga sempre, con l’anima sveglia per divertirmi con la mosca che mi distrae e svolazza a caso davanti ai miei occhi; con la risata che si innalza volubile dalla strada, con il grande senso di liberazione dell’ora di chiusura dell’ufficio, col riposo infinito di un giorno festivo. Posso immaginare tutto perché non sono niente. Se fossi qualcosa non potrei immaginare. L’aiutante contabile può sognare di essere un imperatore romano; il Re d’Inghilterra non lo può fare perché il Re d’Inghilterra nei suoi sogni non può essere altro se non il re che già è. La sua realtà non gli permette di sentire. February 27 Destinazione burkina faso....ovvero come distruggere il proprio futuro lavorativo in poche e semplici mosse.
1) Dotarsi di una buona dose di megalomania e scrivere un post sul guru del destination management per il blog del master. 2) Definire E. come un tiranno nel suddetto post (poco importa se nell'accezione originaria del termine e quindi con una connotazione positiva). 3) Attirare, con questo articolo, l'attenzione del network manager del master che invia il post a E. 4) Intervistare alla Bit, sotto pressione del blog master, il manager in questione e non riuscire a chiarire perfettamente il proprio punto di vista dato che la sera prima si è dormito 4 ore scarse.. col risultato che E. capisce che gli si sta dando del dittatore.
Et voilà, les jeux sont faits! Vi ritroverete a fare lo stage in burkina faso... altro che progetti di turismo responsabile, a zappare la terra vi ritroverete! :) February 08 Un uomo, un perchéPubblico alcuni stralci di un articolo trovato sul mio idolo del momento, uno che dice esattamente ciò che pensa e se ne assume tutta la responsabilità, uno molto pragmatico che sa decisamente il fatto suo. Magari un giorno diventerò come lui... sperem...
IL CATALANO ERRANTE (da Il Friuli)
Da ragazzo prodigio del marketing turistico nella nativa Catalogna, al tempo delle olimpiadi di Barcellona, a esportatore di quel modello di rilancio nella rinnovata Torino, ripulita dal grigiore di una città post-industriale in decadenza. E oggi affermato guru internazionale chiamato a rivoluzionare il business turistico nostrano. Classe 1964, Josep Ejarque Bernet è il direttore in pectore della nuova agenzia creata dalla Regione per gestire da regista la promozione, la commercializzazione e l’accoglienza per il prodotto turistico unico che è il Friuli Venezia Giulia. Chi lo conosce ne apprezza la determinazione e la schiettezza, pregi per un timoniere d’impresa che diventano, però, limiti quando creano attriti con i ‘senatori’ di un tessuto pubblico e privato che non vuole rinunciare a poltrone, prebende o a fette di potere. Ma chi è Josep Ejarque Bernet? Non è certamente uno che le manda a dire. Gli amici e colleghi lo descrivono schietto e determinato, un grande professionista che si appassiona per le sfide più difficili, per le quali si impegna con il cuore. “Principio numero uno, onestà con se stessi, sempre - rivela, descrivendo il proprio carattere - secondo: dei codardi la storia non ha mai scritto”. Le vacanze di un guru del turismo sono all’insegna della curiosità. Ejarque ne fa di due tipi. Tanti week-end di carattere culturale alla scoperta delle città e, una volta all’anno, una vacanza lunga alla scoperta di un Paese senza farsi mancare, però, cinque giorni di completo relax. February 04 La festa delle medieWeekend in Val di Non. Bilancio positivo, anche se è sempre più chiaro che se la Cuccarini è la più amata dagli italiani, io sono la più amata dai gay. Non è che abbia niente contro di loro, ho pure amici gay... però vorrei che mi amasse anche qualcuno che apprezza l'articolo, non so se mi spiego...
Io sono per la festa delle medie old school, quella coi giochi con le sedie che quando finisce la musica tutti si siedono e uno rimane senza sedia e viene eliminato, oppure con un timido gioco della bottiglia...
Io sono legata alla festa delle medie tipo quella di Elio
January 29 So close, no matter how farQuando si dice il destino... mi accingo a scrivere questo post e cosa parte in sottofondo, in maniera del tutto casuale e assolutamente non preventivata dato che ho messo la riproduzione casuale (per l'appunto) su I-tunes??? Nothing else matters... eheheh... sarà un segno... Quando ascolto questa canzone mi si apre il sorriso sulla faccia e non solo perché è una bellissima canzone in sé, ma perché mi ricorda un sacco di cose... mi ricorda la storia di una promessa mantenuta (anche se con un po' di ritardo) e anche una promessa ancora da mantenere (l'assaggerò mai sta benedetta Barozzi ????). Cosa c'entrano i Metallica col post? C'entrano perché mi ricordano un amico lontano e proprio dei miei amici lontani volevo parlare. Per qualche strano gioco del destino (diamo per assunto che il destino esista, altrimenti dovrei star qui a cercare di capire, e, come dice Miorandi, capire le cose nella loro interezza fa perdere loro la magia) molte delle persone speciali e davvero importanti nella mia vita non sono fisicamente vicine a me: Milano (e intendo Milano e non Cesano Boscone, anche se anche lì ci son persone speciali, ma in un'accezione un cinin diversa!
N.B. : declino ogni responsabilità per questo post dannatamente emo. La colpa è tutta di Ivan Azarnoush (come diavolo si scrive????) che mentre io tentavo di convertirlo al culto del dio Boney M e lui cercava di convertire me ai FallOut Boy, m'ha ricordato che sono emotivamente un orso e faccio fatica ad esprimere i miei sentimenti alle persone. January 27 Giornata della memoria"...E certo anche il Nonno Anshel stesso Momik lo vuol salvare, solo che ancora non sa precisamente come. Momik aveva provato diversi sistemi, ma per ora non gli era riuscito di far nulla. Dapprima quando era solo col Nonno e gli dava da mangiare la colazione, Momik batteva come per caso dei colpettini sulla tavola di faccia al Nonno, come facevano in carcere Rafael Blitz e Nachman Farkash quando progettavano di scappare. Momik stesso non sapeva se quei colpettini poi dicessero davvero qualcosa a qualcuno, ma aveva il presentimento, o meglio la speranza, che qualcuno che si trovava dentro il Nonno gli avrebbe risposto con altri colpetti. Ma non era successo nulla di nulla. Poi Momik aveva cercato di decifrare il codice segreto che il Nonno portava scritto sul braccio. Già ci aveva provato una volta coi codici del babbo e di Bella e di Zia Itka e anche allora non c'era riuscito. Quei numeri l'avevano proprio fatto impazzire, perché non li avevano scritti a penna e non si cancellavano con lo sputo. Momik aveva provato di tutto mentre lavava le mani al Nonno, ma il numero era restato lì, e per via di questo Momik aveva cominciato a pensare che quello era forse un numero che l'avevano scritto non dal di fuori ma dal di dentro, e per questo era diventato ancora più sicuro che ci fosse qualcuno dentro il Nonno, e forse anche dentro gli altri, e questo era il loro modo di chiedere aiuto, e Momik si rovistava il cervello per capire cosa mai potesse essere, e si era annotato sul quaderno il numero del Nonno accanto ai numeri del Babbo e di Bella e di Itka, e aveva fatto con quella cifre tutta una serie di esperimenti aritmetici e poi- ma guarda un po' che fortuna- proprio in quei giorni aveva imparato a scuola il valore numerico delle lettere e Momik naturalmente era stato il primo che in classe aveva capito tutto l'affare e appena tornato a casa aveva provato a tradurre quelle cifre in lettere in tanti modi, ma anche questo senza arrivare a nulla, ma solo a un mucchio di parole strambe che lui non ci capiva nulla, ma Momik non s'era perso d'animo, vi pare?; e una volta, e era già notte fonda, aveva avuto un'idea degna di Einstein nientepopodimeno, o quasi, perché s'era ricordato che ci sono delle cose che le chiamano casseforti, e nelle casseforti i ricchi ci nascondono i soldi e i brillanti che c'hanno, e una cassaforte così si apre solo se si azionano sette lucchetti in un certo ordine preciso e segreto, e potete star sicrui che Momik passò metà della notte a far calcoli e prove, e all'indomani, appena tornato da scuola e dopo aver preso il nonno dalla panchina e dopo avergli dato la colazione, gli s'era messo di fronte, e con una voce seria e importante aveva cominciato a dirgli un mucchio di combinazioni delle cifre che c'erano scritte sul braccio del Nonno. Le diceva in una maniera che pareva un po' come quella degli speaker che dicevano alla radio qual era il numero che aveva vinto al lotto trentamila lire, e aveva un presentimento forte forte per davvero che tra un momento il Nonno si sarebbe aperto del tutto, si sarebbe aperto in mezzo e per il lungo come un baccello, e si sarebbe spaccato così in due, e un Nonno Pollicino, un nonno piccino piccino e ridanciano e bonario e pieno d'amore per i bambini ne sarebbe saltato fuori, ma non era successo così, e Momik aveva sentito tutt'a un tratto dentro di sé un dolore e una strana tristezza, e s'era alzato ed era andato vicino a quel suo Nonno lì, e l'aveva abbracciato forte forte e aveva sentito quan'era caldo, come un forno ma davvero, e il Nonno aveva smesso di parlare da solo, e per un mezzo minuto o giù di lì era stato zitto, e la faccia e le mani stavano ferme, e era come se stesse in ascolto di un mucchio di cose che c'aveva dentro, ma come ben si sa al Nonno è proibito star senza quel suo chiacchierio per troppo tempo tutt'insieme..." January 22 VariabilitàSarà che la verifica di statistica incombe, ma mi son ritrovata a riflettere sulla variabilità della popolazione... umana! Le persone sono veramente diverse tra loro... (lo so, ho scoperto l'acqua calda...) la dispersione è veramente gigantesca. Il punto è decidere se questo sia un bene o un male. Ci sono giorni in cui concetti come “valore della diversità” e “tolleranza” mi sembrano delle emerite, colossali fregnacce, delle cazzate di proporzioni cosmiche e vorrei che la gente la pensasse come me o che quanto meno avesse la mia stessa forma mentis, che seguissero la mia logica nell'agire(sorvoliamo sulle eventuali obiezioni di qualcuno sul fatto che le mie azioni seguano un qualunque tipo di logica!). Con questo non voglio dire che il mondo dovrebbe essere popolato da esseri in tutto e per tutto uguali alla sottoscritta... posso anche essere a favore della diversità culturale (purché questa contempli standard minimi di igiene personale Ci sono altri giorni in cui invece la diversità mi sembra manna dal cielo, un autentico dono divino, ma non per i soliti motivi molto politically correct tipo che la diversità arricchisce o cose simili... no! Ci sono giorni in cui apprezzo la variabilità umana perché mi permette di farmi delle grasse risate. Ci sono giorni in cui ringrazio che esistano certe persone stupide perché vedo che potrei essere messa peggio di come sto (ariddaje col politically scorrect, triste e meschino, ma la realtà è anche questa). Ci sono giorni in cui riesco a vedere il lato buffo e/o grottesco di cose che altri giorni invece mi danno terribilmente sui nervi. Purtroppo ultimamente di queste giornate me ne sono capitate poche, negli ultimi tempi anche il mio umore è stato piuttosto variabile... Speriamo tornino presto i giorni in cui mi svegliavo contenta la mattina e mi facevo grasse risate. January 15 Un impegno concretoRicalco la Sua (si scrive maiuscolo perché lui è Dio, ovvio) campagna elettorale di un po' di tempo fa... anch'io mi propongo di portare a termine un impegno concreto: NO EMO!!!!!!!!!!! L'impegno sarà doppio: perché oltre a combatterli con ogni mezzo come faccio ormai da un po', mi batterò fino alle stremo delle forze perché non abbiano la meglio su di me. Già perché questi infidi ultimamente stanno corrompendo persino la mia persona... (i frequentatori di lungo corso del mio blog si saranno accorti che ultimamente sto spazio si sta riempiendo di post terribilmente emo, deprimenti e seri)... fortuna che ho preso coscienza della situazione prima che fosse troppo tardi e che fossi irreversibilmente corrotta dal mondo emo!!!! Ora sono di nuovo in carreggiata e pronta alla lotta per riportare il maggior numero di pecorelle all'ovile. Nel caso in cui dovessi anche solo indietreggiare, vi prego: salvatemi! Datemi delle sonore sberle sul coppino o qualunque altro metodo efficace per non farmi ricadere nel baratro! Voglio tornare ad essere la demente che sono abitualmente (ormai sono nel trip della rima, anche se questa non compete con “è grasso, lontano e le stringe la mano”)!!!!! Quindi ringrazio fin d'ora i sostenitori della causa e spero che si moltiplichino (salvare il mondo civilizzato dall'avanzata emo è cosa fondamentale per la sopravvivenza dell'umanità). Una menzione speciale va a Fabio e al suo cd portatore sano di buonumore che so che mi salverà nei momenti bui. Spero che questo post sia sufficientemente insulso e che la mia fidata compagna di lotta apprezzi!!! January 13 A parole (non) mieRitorna l'appuntamento con gli stralci di libri, di poesia ecc. che mi colpiscono in maniera particolare o nei quali mi rispecchio, che spiegano un po' come sono io. Perciò ora beccatevi Milan Kundera che racconta perché mi faccio delle gran paranoie...
"Quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita. " January 09 ARGH!!!!Son 3 notti che dormo poco. Mi rendo conto che in sé e per sé non sia una notizia particolarmente interessante, ma chi mi conosce almeno un po', sa invece che la cosa è drammatica, direi che rasenta quasi il cataclisma. Ovvio che questo disastro riguarda solo le persone che mi incontrano. Qual è il problema? quando dormo poco (e per me dormire circa 6 ore per notte è poco, visto che sono praticamente narcolettica!) sono più nervosa e fiaccamaroni del solito (e già normalmente spacco ampiamente i maroni...).
E poi nelle ore di insonnia che faccio??? Penso… la cosa più sbagliata del mondo… anche perché alle 2 di notte chiaramente non mi vengono mica pensieri sensati e mi parte la fase emo con relativa para assurda. Quindi in queste notti quale idea bislacchissima m’è venuta??? che mi piacerebbe essere invisibile per sapere cosa pensano realmente le persone di me. Il che denota una volta di più il mio egocentrismo (quale insulsa convinzione mi spinge a pensare che le persone trascorrano il loro tempo parlando di me???), nonché la mia inestirpabile insicurezza (perché dovrebbe interessarmi cosa pensano gli altri di me???) e questa ultima considerazione porta all’ultimo punto: il mio essere maledettamente ficcanaso. Al di là dell’impossibilità di realizzare la cosa, in fin dei conti non sono nemmeno sicura che vorrei saperlo perché credo di avere già la risposta. Ho l’impressione che la maggior parte delle persone mi consideri una bambolina, un peluche, un esserino che fa tenerezza, da coccolare e basta. Non è che la cosa mi infastidisca in senso lato, cioè in me il lato coccoloso è anche piuttosto sviluppato, però non sono solo questo… sono obiettivamente un po’ stufa di essere la sorellina minore di tutti… ARGH!!!!! Spero di dormire stanotte, così magari riesco a recuperare un barlume di lucidità… che sarebbe cosa buona per tutti! December 31 I tempi cambianoEh sì... i tempi cambiano... ormai siamo quasi nel 2008.. a proposito AUGURONI A TUTTI!!! cmq, dicevo che i tempi cambiano e ormai c'è un nuovo modo di far le pulizie... con dispiacere mi tocca mandare in pensione la mitica Mary Poppins... tra l'altro io ho provato miliardi di volte a schioccare le dita, ma la stanza non s'è mai pulita come per incanto... ecco magari questo nuovo metodo funziona di più! Appena torno a Trento provo, tanto i piccioni so già dove trovarli!!! Gustatevi il video (stavolta sono riuscita a postare il video..Yuppi!!!)
December 27 Donne fiore o donne verdura?Per la serie "la volpe e l'uva"...
Dopo aver tentato di fare la stragnocca alla cena di natale dell'mtm5 e aver quindi messo la gonna nonostante il freddo porco col risultato che mi sono presa una botta di raffreddore che metà bastava, ed è una settimana che giro attaccata al pacchetto di fazzoletti (tipo Linus con la coperta) e ho la voce di un trans, mi consolo così:
"Facciamocene una ragione. Gli uomini sono più fortunati. Possono tenersi i peli, farsi crescere i baffi, stare spettinati come Yeti, guardarsi in faccia e parlare mentre fanno pipì negli orinatoi delle stazioni e persino trasudare come provole stagionate di Battipaglia perché tanto l'omo ha da puzzare. E non di bergamotto.
Per noi è il contrario. A noi tocca essere fighe sempre. Caschi il mondo. Ma per essere tali bisogna possedere una dote essenziale: non patire il freddo. Io personalmente non ce la faccio. Tengo il piumone nel letto fino a Ferragosto, pensa se riesco a resistere vestita come una rollata di vitello solo di bretelline. Mi faccio addirittura crescere i capelli perché patisco il freddo alle orecchie... Eppure ci sono donne che viaggiano con minigonne alte come cerotti e salvabuchi copricapezzolo anche nei giorni della merla. O hanno il sangue freddo come i pitoni reticolati o una copertura antibiotica perenne. E agli uomini piacciono da matti. Vanno pazzi per quelle vestite solo di rossetto che agli incroci fanno fermare le macchine perché le scambiano per semafori. Quelle sono le tipiche donne fiore.
sì. Perché esistono due tipi di donne. Le donne fiore e le donne verdura. Le donne fiore sono belle. Straordinariamente belle. Eleganti e piene di stile da far schifo. Vanno guardate e ammirate. Toccate poco, sennò si guastano. Se gli sciogli un'aspirina nell'acqua durano di più. Da lontano sembrano profumatissime, ma se le annusi spesso non sanno di niente. Però, qualunque sia l'occasione fanno sempre una gran bella figura.
E poi ci sono le donne verdura. Che non sono tanto belle, ma danno sapore. Ci sono le donne sedano, pallide e allampanate, quelle finocchio, basse e tonde, le donne patata americana che puoi tenere per anni in cucina e piantarci addosso anche gli stuzzicadenti e loro germogliano lo stesso. Le donne verdura sanno di qualcosa. Sempre. Alcune sono addirittura afrodisiache. Se poi le metti nel barattolo, conservano il loro gusto e durano per anni. Quelle fiore, quando appassiscono, fanno solo tristezza."
|
|
|